Versante molisano

Il Parco nazionale si affaccia anche su una porzione di territorio del Molise, in provincia di Isernia, con 5 comuni interessati.

 

Pizzone (nelle MAINARDE)

In provincia di Isernia, è un comune di 329 abitanti. Si trova al confine col Lazio e l’Abruzzo e fa parte dei cinque comuni molisani appartenenti al Parco. Il paese sorge ai piedi del monte Mattone e probabilmente le origini del suo nome sono legate a quella posizione.

Citato nel Chronicon Vulturnense, anche Pizzone è legato alle vicissitudini del noto cenobio benedettino, come Filignano, Scapoli e S. Vincenzo al Volturno.

L’antica storia di Pizzone è ben rappresentata dalla chiesa di S. Nicola, al centro del paese, la quale conservava una iscrizione risalente al 1318 forse riferita ad un edificio precedente. I curiosi e gli appassionati delle vicende storiche del borgo avranno modo di ammirare le numerose emergenze architettoniche e archeologiche presenti sul territorio, come la “cripta di S. Nicola”, i ruderi delle ”case saracene” o la “tomba del brigante”.

Inoltre, l’incantevole scenario dei Monti della Meta e delle Mainarde e le folte faggete che caratterizzano i boschi del Parco, richiamano gli appassionati di trekking che hanno la possibilità di percorrere sentieri di diverse difficoltà.

Nel corso dell’anno si svolgono manifestazioni di carattere religioso, come la festa del santo patrono, S. Nicola, il 6 dicembre e quella di S. Liberata il 10 giugno, mentre l’ultima domenica di luglio si svolge l’evento “Progetto natura- Vallefiorita ci attende”.

 

Castel San Vincenzo (nelle MAINARDE)

Conta 600 abitanti e si trova a 749 m s.l.m, in provincia d’Isernia. Posto alle falde occidentali del monte Vallone, è il comune più importante nel versante molisano del Parco nazionale. L’attuale borgo è il risultato dell’accorpamento dei comuni di Castellone al Volturno e S. Vincenzo al Volturno; l’unione avvenuta nel XX secolo si mostra ancora oggi nell’assetto urbanistico composto da due piazze, due chiese e due targhe ai caduti, una per paese.

La sua storia antichissima risale al VI Secolo d. C, ma ciò che rende noto il paese è il monastero benedettino edificato tra VII e VIII secolo che fu tra i più grandi, importanti e ricchi d’Europa. Nel secolo scorso, l’area dell’antico monastero fu soggetta a campagne di scavo che hanno restituito affreschi e reperti di epoca altomedievale, dando vita ad un sito archeologico di grande interesse per i visitatori. Uno dei simboli dei Longobardi in Italia, questo straordinario complesso monastico conservava arte e valori spirituali europei del tempo. La Basilica Maior del monastero, con i suoi oltre sessanta metri di lunghezza e quasi trenta di larghezza, e le trenta colonne di granito egizio, si presentava come una colossale costruzione al pari delle chiese abbaziali dell’Europa carolingia.

A rendere ancora più affascinante il paesaggio circostante il borgo, è il lago omonimo: un invaso artificiale realizzato negli anni Cinquanta a scopi idroelettrici. Come per Barrea, nel versante abruzzese del Parco, anche questo lago dalle spiagge sabbiose è diventato un’attrativa turistica, per appassionati di carpfishing e pesca alla trota. Inoltre, le sue sponde ospitano il primo weekend di giugno il Raduno equestre di Castel S. Vincenzo.

Gli appassionati della fauna delle Mainarde possono visitare il museo dedicato al naturalista Oscar Caporaso; esso vanta una collezione unica composta da diversi animali imbalsamati, tra cui l’orso bruno marsicano, simbolo del Parco, la lince ed una notevole collezione di uccelli. Per gli appassionati della montagna vi è la possibilità di passeggiare attraverso i boschi o di percorrere sentieri in mountain bike.

Lo straordinario patrimonio storico e naturalistico di Castel S. Vincenzo lo rendono una meta a tutto tondo capace di attirare sia il turismo naturalistico che quello amante della storia e dell’arte.

 

Filignano (nelle MAINARDE)

Antico borgo in provincia d’Isernia, conta 689 abitanti e costituisce la porta d’accesso al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per chi proviene da Napoli. Il suo territorio composto da 12 borghi, si estende lungo tre valli principali che vanno dalla conca di Filignano (m. 460 slm) fino al Monte Marrone  (m. 1805 slm).

Le origini medievali del paese sono attestate sin dal XII secolo, quando l’importante “Chronicon Vulturnense” lo annovera tra i possedimenti dell’abbazia di S. Vincenzo al Volturno. Il borgo è stato protagonista della storia nazionale anche in epoca contemporanea divenendo più volte teatro di eccidi, prima col brigantaggio e in seguito con i violenti scontri tra l’esercito anglo-americano e quello tedesco in ritirata.

La ricca vegetazione che circonda Filignano esplode in un verde molto intenso nei mesi estivi e muta, in autunno, nei caldi rossi degli aceri montani e dei ciliegi sino al giallo dei peri selvatici; mentre la fauna, costituita dai grandi mammiferi come il cervo ed il lupo e dall’avifauna inserisce a pieno titolo il territorio tra quelli del Parco. Caratteristico e molto suggestivo è lo Sbuzzaturo: ciò che rimane di un antico bosco allagato che le frequenti alluvioni autunnali rendono un grazioso specchio d’acqua.

La cucina tradizionale è legata al mondo contadino: dalla polenta alla pasta fatta in casa da cui si ricavano le sagne (strisce di sfoglia larghe un dito) o le taccunelle (sfoglia tagliata a piccoli pezzi e servita in piatti brodosi); il piatto più noto è “l’abbuoto” (insieme di interiora di capretto avvolto con budelline e infornato con dovizia di erbe aromatiche).

La stagione estiva prevede diversi eventi di rilevante importanza per gli amanti dello sport e della cultura musicale: durante la terza settimana di luglio, infatti, si svolge la “Mainarde Bike Race”, organizzata dall’A.S.D. IAP’ CA IAP’ CA di Filignano, mentre dal 10 al 14 agosto il paese omaggia uno dei suoi più illustri cittadini, il tenore e attore americano Mario Lanza, col Festival internazionale della canzone lirica a lui dedicato.

 

Rocchetta a Volturno (nelle MAINARDE)

Comune di 1.100 abitanti in provincia di Isernia, originariamente arroccato sulla montagna e oggi sull’altopiano, si trova vicino alle sorgenti del fiume Volturno e guarda la catena delle Mainarde, due elementi naturali da ammirare. Il centro storico, detto Rocchetta Alta (o “vecchia”), fu abbandonato causa frane già dall’Ottocento e oggi è una frazione di Rocchetta “nuova”, l’abitato a valle dove la popolazione scese. Altra frazione, più alta del nuovo abitato, è Castelnuovo. Nel Quattrocento il paese fece parte dell’Abruzzo Citeriore, mentre nel Seicento, appartenne ai possedimenti dell’Abbazia di Montecassino.

Il percorso turistico offre diverse tappe. Sono da visitare l’abbazia medievale benedettina di San Vincenzo al Volturno, la chiesa parrocchiale di San Domenico, la chiesa rupestre di Santa Maria delle Grotte e la chiesa di Santa Maria Assunta. Il territorio offre alcuni luoghi particolari, come il rifugio dove visse gli ultimi anni della sua vita il pittore francese Charles Moulin, che scelse un angolo delle Mainarde come sua residenza, ed il monumento al Monte Marrone, dove nella primavera 1944 si tenne una storica azione militare italiana. Si distinguono anche il Museo internazionale alle guerre mondiali (MIGM), dove si tengono incontri e presentazioni e il monumento a Giaime Pintor, scrittore, giornalista e partigiano antifascista morto qui nel 1943.

Inoltre, a Castelnuovo, borgo di suonatori di zampogna, l’ultima domenica di carnevale si tiene l’antico rito dell’Uomo cervo. Quest’angolo tra Molise, Lazio e Campania fu teatro di una curiosa finzione cinematografica post bellica: venne scelto come set e bombardato per le esigenze sceniche di un documentario angloamericano, subendo più danni di quanti ne avesse prodotti la Seconda Guerra Mondiale e la ritirata nazista sulla Linea Gustav. E ciò si aggiunse agli effetti negativi dei terremoti e dell’incuria sulla vecchia Castelnuovo.

 

Scapoli (nelle MAINARDE)

Comune di circa 700 abitanti della provincia di Isernia, a ridosso delle Mainarde. Fino al XV secolo fu parte dell’Abruzzo citeriore, ma la sua storia risale al IX secolo d. C. e come S. Vincenzo al Volturno anch’esso è citato nel Chronicon Vulturnense col toponimo di Castrum Scappili. L’antico nucleo urbano si sviluppa intorno al palazzo Battiloro, suggestiva costruzione edificata dove più anticamente fu costruito il castello.

Durante la Seconda guerra mondiale, come molti comuni limitrofi, si trovò lungo la “Linea Gustav” e proprio lì nella primavera del 1944 si formò il Corpo italiano di Liberazione che operò nella zona di Monte Marrone e segnò l’avvio della Resistenza; per questo motivo il paese è stato insignito della medaglia d’argento al merito civile.

E’ considerata la capitale della zampogna, antico strumento musicale legato al mondo della pastorizia e tipico della zona centro appenninica. L’attenzione rivolta alla zampogna e alla tradizione della sua lavorazione rende Scapoli un luogo di grande notorietà. Il paese, ospita non solo una notevole raccolta museale che vanta pezzi provenienti da tutto il mondo, ma anche il Festival internazionale della zampogna. La manifestazione si svolge l’ultimo weekend di luglio e richiama numerosi turisti, musicisti e appassionati della musica popolare.

Non meno importante è l’aspetto culinario della tradizione del borgo, che si manifesta principalmente con i “ravioli alla scapolese”che su proposta della Regione Molise, hanno avuto il riconoscimento ministeriale di tipicità e possono essere degustati in occasione della Raviolata, che si svolge nell’ultima domenica di carnevale.

Negli ultimi anni Scapoli è entrato a far parte del circuito “Comune amico del turismo itinerante” ed è stato insignito della Bandiera arancione del Touring club italiano.